L’IA contribuisce ad aumentare la produttività o, al contrario, genera più caos?
Senza dubbio, l’IA ha il potenziale per migliorare notevolmente la nostra produttività, ma ciò vale solo quando si concentra su compiti di routine, non sul pensiero creativo. Se la utilizziamo senza un obiettivo chiaro, può avere l’effetto opposto: le informazioni si accumulano, il numero di decisioni da prendere aumenta e, alla fine, portiamo a termine meno lavoro.
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Avete la sensazione di lavorare più velocemente? Forse state solo facendo più cose contemporaneamente
Il mondo del lavoro odierno è davvero un paradosso particolare. Grazie all’intelligenza artificiale, scrivete un’e-mail in due minuti invece che in dieci. Riuscite a creare una presentazione in mezz’ora e il resoconto della riunione è pronto prima ancora che abbiate finito di bere il caffè.
Eppure, quando la sera ve ne andate, avete la sensazione di non aver portato a termine nulla di concreto. Si tratta di un fenomeno di cui ultimamente si parla sempre di più. L’intelligenza artificiale elimina sì una parte del lavoro di routine, ma allo stesso tempo aumenta la quantità di compiti che ci assumiamo volontariamente.
Quando qualcosa richiede la metà del tempo, tendiamo a farne il doppio. Ed è proprio qui che emerge la differenza tra la vera produttività e la semplice occupazione.
Cosa cercano più spesso le persone: l’IA aumenta la produttività?
La risposta breve è: Sì, ma dipende da come la si utilizza. L’IA è di grande aiuto soprattutto quando si tratta di compiti ripetitivi, come:
- scrivere e-mail,
- creare schemi,
- riassumere documenti lunghi,
- traduzioni,
- ricerca di informazioni,
- preparazione di presentazioni,
- programmazione,
- analisi dei dati.
In questi casi può far risparmiare decine di minuti ogni giorno.
D’altra parte, in ambiti in cui sono necessari:
- il processo decisionale strategico,
- il pensiero creativo,
- la gestione delle emozioni,
- la negoziazione,
- la costruzione di relazioni.
l’IA non è di grande aiuto. Può offrire suggerimenti, ma la decisione finale spetta sempre all’uomo.
Questo vantaggio è confermato anche dalle ricerche. Uno studio della Stanford Graduate School of Business ha dimostrato che i dipendenti che utilizzano l’IA generativa per compiti ripetitivi raggiungono in media una produttività superiore del 14%, con i benefici maggiori registrati dai lavoratori meno esperti. I risultati suggeriscono che l’IA può accelerare notevolmente il lavoro di routine, purché funga da supporto e non da sostituto del giudizio umano.
Perché alcune persone lavorano più velocemente con l’IA, ma allo stesso tempo si sentono più confuse?
La risposta si nasconde nella psicologia dell’attenzione. Quando la creazione di contenuti diventa così facile, emerge un nuovo problema. Invece di una sola versione di un articolo, ne abbiamo improvvisamente cinque. Invece di una bozza di presentazione, ne abbiamo dieci. E invece di un breve elenco di compiti, ci ritroviamo con altre venti idee.
L’IA riduce sì gli ostacoli alla creazione, ma il nostro cervello deve valutare tutte queste possibilità.
Gli psicologi chiamano questo fenomeno sovraccarico decisionale, ovvero decision overload. Paradossalmente, quindi, risparmiamo tempo nella creazione vera e propria, ma lo perdiamo nella scelta.
L’IA fa risparmiare tempo, ma il nostro cervello spesso lo riempie immediatamente
Molte persone pensano che, se l’IA fa risparmiare loro un’ora al giorno, avranno più tempo libero. La realtà, però, è spesso diversa.
Quell’ora libera si riempie in fretta:
- altre e-mail,
- nuovi progetti,
- ulteriori analisi,
- miglioramenti ai testi,
- test di nuovi strumenti di IA.
La produttività, quindi, non riguarda solo la velocità con cui lavoriamo. Riguarda soprattutto la capacità di dire: «Questo va già abbastanza bene». Questa abilità diventerà sempre più preziosa con il crescente utilizzo dell’IA.
È interessante notare che una maggiore produttività non significa automaticamente meno lavoro. Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Science ha dimostrato che le persone che utilizzano l’IA generativa hanno completato i compiti circa il 40% più velocemente e i risultati sono stati in media di qualità superiore. In pratica, però, molte persone utilizzano il tempo risparmiato per svolgere altri compiti invece di riposarsi davvero, il che può rafforzare la sensazione di un carico di lavoro costante.
Il principale vantaggio dell’IA non risiede solo nella velocità, ma soprattutto nella riduzione del carico mentale.
Eppure, di questo aspetto si parla sorprendentemente poco. L’IA non deve solo farci risparmiare tempo, ma anche energia.
Ecco alcuni esempi tipici:
- la preparazione di una prima bozza di testo,
- la creazione di una bozza di progetto,
- il riassunto di una lunga riunione,
- la proposta di diverse varianti di soluzione,
- il promemoria di compiti dimenticati.
Grazie a ciò, il nostro cervello non deve concentrarsi su compiti di routine e può dedicare più energia al lavoro che richiede giudizio o creatività.
Ed è proprio in questo ambito che il vero contributo dell’IA è più evidente.
Quando, invece, l’IA può ridurre la nostra produttività?
Esistono diverse situazioni in cui l’uso dell’IA può diventare piuttosto un ostacolo.
Passaggio troppo frequente da uno strumento all’altro
Un chatbot, un altro chatbot, un generatore di immagini, un’app per gli appunti, l’automazione… Invece di lavorare, passiamo il tempo a gestire il nostro ecosistema tecnologico.
Modifiche infinite ai risultati
Poiché l’IA è in grado di generare una nuova versione in pochi secondi, si rischia facilmente di cadere nella trappola di riscrivere continuamente. Il risultato è spesso solo leggermente migliore. Il risparmio di tempo va così perso.
Fiducia cieca nelle risposte
L’IA può sbagliare. Se smettiamo di verificare i fatti o di riflettere sulle risposte, possiamo sì risparmiare qualche minuto, ma perdiamo credibilità.
Come utilizzare efficacemente l’IA affinché vi faccia davvero risparmiare tempo?
Gli utenti di maggior successo hanno una cosa in comune.
Non usano l’IA per tutto. La impiegano invece ripetutamente per gli stessi tipi di compiti.
Ecco un modo in cui funziona:
- Identificate un’attività che svolgete regolarmente ogni settimana.
- Provate a delegarla una volta all’IA.
- Modificate il risultato in base alle vostre esigenze.
- Salvate il prompt funzionante.
- Ripetete lo stesso processo.
In questo modo l’IA accelera davvero il vostro lavoro, invece di aggiungere ulteriori decisioni da prendere.
Il rischio maggiore? Non è la perdita del lavoro, ma la perdita della capacità di concentrazione
Le discussioni sull’intelligenza artificiale si concentrano spesso su come influenzerà il mercato del lavoro. Ma nella vita quotidiana, forse è più importante un’altra domanda. Cosa succederà se smetteremo di formulare autonomamente i nostri pensieri?
Quando l’IA ci aiuta con:
- frasi,
- e-mail,
- presentazioni,
- articoli,
- appunti,
potrebbe accadere che il nostro cervello smetta di allenare la capacità di elaborare argomentazioni autonome.
Proprio come i navigatori indeboliscono la nostra capacità di orientarci sulle mappe, un’eccessiva dipendenza dall’IA può indebolire alcune abilità cognitive.
Ciò non significa però che dovremmo rifiutare l’intelligenza artificiale. Dovremmo piuttosto riflettere su quando ci aiuta davvero e quando invece pensa al posto nostro.
In che modo l’IA influenzerà il nostro lavoro quotidiano nei prossimi anni?
È del tutto possibile che l’IA smetta di essere solo uno strumento a sé stante per diventare parte integrante delle applicazioni da ufficio, della ricerca e della comunicazione. Questo cambierà il modo in cui percepiamo la produttività. Non avrà più la meglio chi sa scrivere il prompt migliore. Avrà un vantaggio chi:
- sa porre le domande giuste,
- è in grado di riconoscere una risposta di qualità,
- è in grado di verificare le informazioni,
- e decide cosa è veramente importante.
Il pensiero critico diventerà così una delle competenze più preziose che possiamo possedere.
Consigli pratici: come utilizzare l’IA senza creare inutile caos
- Utilizzate l’IA per compiti specifici, come riassumere le riunioni o preparare le prime bozze di testi.
- Fissate un limite di tempo per la revisione dei risultati. Dopo due o tre revisioni, considerate il lavoro concluso.
- Verificate fatti, cifre e citazioni, soprattutto quando si tratta di argomenti specialistici.
- Non aggiungete un nuovo strumento di IA solo perché è di tendenza. Chiarite innanzitutto quale problema deve risolvere.
- Non dimenticate di lasciarvi spazio per il vostro pensiero autonomo. L’IA è un ottimo aiuto, ma non può sostituire il vostro giudizio.
Gli errori più comuni nell’uso dell’IA
- Utilizzare l’IA per ogni piccolo compito senza una ragione chiara.
- Accettare le risposte senza verificarle.
- Cercare continuamente un risultato “migliore” invece di portare a termine il lavoro.
- Passare continuamente da un’applicazione all’altra e da un chatbot all’altro.
- Confondere la velocità con la vera produttività.
Domande frequenti
L’IA aiuta ad aumentare la produttività?
Certamente. Dà il meglio di sé nelle attività di routine che svolgi regolarmente.
L’IA può compromettere la concentrazione?
Sì. Affidarsi eccessivamente all’IA può farti distrarre più spesso e coinvolgerti meno nel tuo pensiero autonomo.
L’IA sostituisce il lavoro umano?
Piuttosto lo trasforma. Automatizza le attività di routine, mentre il giudizio umano e la comunicazione rimangono indispensabili.
Perché ho la sensazione che con l’IA il lavoro aumenti?
Perché una maggiore velocità spesso comporta un numero maggiore di attività e varianti da valutare.
Come utilizzare l’IA in modo efficace?
Affidale i compiti ripetitivi, stabilisci regole chiare e mantieni sempre il controllo finale.
L’IA può aiutare a ridurre lo stress lavorativo?
Sì, se semplifica le attività amministrative e riduce il carico mentale. Al contrario, se aggiunge ulteriore sovraccarico informativo, può addirittura aggravare lo stress.
Foto: Zoner AI
Fonti e studi:
- Brynjolfsson, E., Li, D., Raymond, L. – Generative AI at Work. Stanford Graduate School of Business.
- Noy, S., Zhang, W. – Experimental Evidence on the Productivity Effects of Generative Artificial Intelligence. Science, 2023.
- Microsoft. – 2026 Work Trend Index: Agents, Human Agency, and the Opportunity for Every Organization.
